Hamburger Fintus

Hamburger Fintus

Mangio hamburger dal 1982. In quella lontana epoca era difficile soprattutto trovare i panini tondi, essendoché per la carne te la cavavi dal macellaio. Poi, con l’apertura delle prime hamburger house anche in Italia, le aziende alimentari si sono adeguate. Una delle prime a rispondere al lato della domanda è stata una grossa azienda di surgelati, che per evitare guai chiamerò con un nome di fantasia, del tutto diverso dal brand vero. Chissà perché, mi è venuto in mente di chiamarla Fintus.
Gli hamburger Fintus erano abbastanza buoni, per essere dei surgelati. Ma col passare degli anni mi sono accorto che se prima rimanevano più o meno uguali in misure cartesiane, recentemente (ultimi 5-6 anni) hanno cominciato a rilasciare in cottura quantitativi industriali di liquido, che a un occhio non esperto pare vera e propria acqua (H2O).
Il risultato è una contrazione del volume, dimensionalmente paragonabile a quella di una stella di neutroni. Ma se una stella di neutroni conserva invariata la propria massa, purtroppo lo stesso non si può dire dell’hamburger Fintus: il liquido evapora e lo chef di turno ha la sgradevole impressione di essere preso per il culo.
Consiglio ai professori di Fisica di ogni liceo di introdurre l’esperimento “hamburger Fintus” nelle proprie classi, quando affrontano il difficile argomento del collassamento nucleare nel rispetto del Principio di Pauli: con un semplice fornelletto (anche un becco di Bunsen va bene) otterrano la meraviglia nei loro studenti, per i quali la prova visiva vale mille spiegazioni astratte.

2 Comments

  • VENEZIANO
    07/02/2014

    Quello della foto somiglia piuttosto ad una stella nera. El xe carbonizà!

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