Muli e lanterne

Il sorpasso è arrivato tra il 2012 e il 2013, ed è stato brusco (vedi il grafico) dopo 4-5 anni di avvicinamento progressivo. A prima vista si può dire che il rallentamento dell’economia mondiale abbia pesato più su Genova che su Trieste, ma bisogna capire perché. I perché si chiamano Turchia e Cina, e dietro ci sta la posizione strategica di Trieste in corrispondenza di un ipotetico corridoio stradale verticale nell’Europa orientale, dove invece a ovest è già tutto “impegnato” dai porti olandesi, belgi e tedeschi. In altre parole, a ovest le merci scendono, a est salgono.

 

Cagliari, Livorno e Gioia Tauro sono gli unici altri porti italiani sopra i 30 milioni di tonnellate annuali

62 milioni di tonnellate movimentate nel 2017 fanno di Trieste il primo porto merci d’Italia. Ora i cinesi hanno deciso di investire “a modo loro”, cioè in infrastrutture e servizi tecnologicamente all’avanguardia.

Per gli amici veneziani. Stè calmi e feve un goto: nel 2005 Venezia movimentava il 61% di Trieste, e nel 2017 appena il 41%. La Serenissima è finita. Però potrebbe accadere che l’alabarda triestina su sfondo rosso venga presto sostituita da una stella gialla grande e quattro piccole…

 

Notarella aggiuntiva: Per capire meglio cosa significhino 62 milioni di tonnellate di merci, può essere utile fare un raffronto con altri porti. Rotterdam, il “mostro” europeo e mondiale, nel 2017 ha movimentato 467 milioni, Amburgo 136, Tokyo 100.

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