Frikkettoni in due puntate (1/2)

Frikkettoni in due puntate (1/2)

Un mese fa ho accettato la proposta della mia insegnante di danza, Rozenn, per una 4 giorni di full-immersion di tecniche di Contact Improvisation e altre varie. Mi fidavo di lei e mi hanno convinto anche il prezzo bassissimo e il luogo: i boschi vicino a Bracciano, con sentierini e cascatelle a portata di mano. Il posto è decisamente magnifico, anche a gennaio.

 

Poi – solo molto poi – ho controllato per bene in cosa mi ero cacciato. L’allarme è suonato quando ho visto un paio di video sul sito dell’associazione che ha affittato il posto: in uno c’era una sessione serale di “canto in cerchio”, dove una tizia suonava il tamburello mentre i cerchisti seduti al buio intonavano nenie misteriose, nell’altro una fila di persone in attesa di servirsi a mensa cantava una canzone di Battisti.

 

Ci sarei dovuto arrivare da solo. L’associazione si chiama RomaContact e l’evento “Winter Jam of Arts” e jam significa commistione, ma vale anche per marmellata. Rozenn in passato mi aveva detto che molti usano le jam come pretesto per strusciarsi nelle combinazioni mm, mf, ff, o multipli. Quindi gli elementi li avevo. Tutto ciò mi ricorda da vicino Osho Miasto, la mia prima visita su un pianeta alieno; solo che questa volta non ci sono tardone gonnafiorate da concupire con facilità, bensì frikkettoni spinellati di 20-30-40 anni meno di me. Niente tardone vogliose, bensì UN solo tardone: io.

 

Le mie aspettative sono di trovare giovani sbandati usciti da un film di Moretti (faccio cose, vedo ggente…), molto aRternativi, che sanno a memoria La canzone del sole e parlano della pace nel mondo. Sto esagerando? Sentite qua il programma generale: “Il posto è pieno di energia! Ci saranno laboratori di Contact improvisation, di improvvisazione, di Body Mind Centering, di somatics, di CircleSinging, di improvvisazione vocale, di arti performative, di anatomia esperenziale, tante jams, musica dal vivo e cucina italiana! Siete tutti invitati a ballare, rilassarsi, incontrare persone da tutto il mondo, connettersi con la natura ed improvvisare!”. [“rilassarsi” l’hanno scritto loro: io avrei detto “rilassarvi”]. La parte che mi incuriosisce di più è l’”anatomia esperienziale”: sarà più simile alla visita a una sala settoria o a una sessione di sodomia senza preservativo?

 

Sono preoccupato? Niente affatto: chi ha provato Osho Miasto non può temere più nulla. In più ci saranno Rozenn e un’altra mia collega di danza, e poi rivedrò Serghej Semishev – amico di Rozenn, con cui l’altr’anno ho fatto uno stage di Body Contact Improvisation e che decisamente sa il fatto suo.

 

Questa era la prima puntata, quella a priori. Ci risentiamo per il resoconto a posteriori. Stay tuned.

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