dario fo mistero buffo 191x290 Onore al camerata FoCamerata Fo, ci hai lasciato come folgore dal cielo, come nembo di tempesta. Avevi la stessa età di mio zio e sei partito volontario a 17 anni (mio zio 16) per salvare la faccia dell’Italia che non tradisce. Il tuo compito più arduo e oscuro è cominciato dopo, quando nel Paese ormai repubblicano hai per decenni portato avanti con maschia tenacia la missione che ti era stata affidata: infiltrarti dietro le linee nemiche. Hai superato te stesso, sposando Franca Rame e supportando Soccorso Rosso, traghettandoti infine – tra mille difficoltà – fino alla sponda grillina.

Ti abbiamo osservato: caparbiamente hai indossato vesti non tue, come quella dell’affabulatore. Non sapendo parlare bene, e anzi sputando a ogni parola per la tua originale complessione palatale, ti sei inventato una lingua di cui nessuno capiva nulla, tu per primo, per gettare scompiglio e incertezza nelle file degli allineati.

Quanta, quanta sofferenza ha accompagnato la tua vita! Ci immaginiamo le pene nel fingerti sinistrorso, sinistrese, apocalittico e pentastellato, intelletualoide da strapazzo e guru di non si sa bene quali Verità. Hai cavalcato tuo malgrado l’onda della fama, e beffardamente sei stato insignito – con tuo stesso enorme stupore per la farsa di cui eri involontario protagonista – di un premio Nobel col quale con tutta evidenza non c’entravi un cazzo.

Camerata Fo, non possiamo che dichiararti la nostra immensa ammirazione per l’oscura opera che hai svolto in 75 anni. Ce ne fossero stati di più di camerati come te, ora le nere bandiere sulle quali prestasti il tuo antico giuramento sventolerebbero ancora.

Eia eia alalà. Il tuo onore si chiama fedeltà.

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