Com’è triste Venezia

Com’è triste Venezia

ImmagineMolti turisti vanno a Venezia. Molti vanno anche a Parigi, Londra, Roma etc.

ParigiLondraRoma sono grandi, Venezia no. Venezia soffre l’affollamento, complici anche calli strette quando non strettissime.

ParigiLondraRoma sono città anche turistiche, Venezia è solo quello. Da quando sono andato via, hanno rimpiazzato quasi tutti i negozi (alimentari, cartolerie, tabaccherie…) con vetrine di maschere di dubbissima fattura e originalità. A Venezia campano di turismo e a quel che mi è dato vedere ci campano bene.

Così, carissimi amici veneziani, accogliendo le vostre giuste proteste per l’inciviltà dei turisti, vi invito a riflettere su come vengono visti i medesimi, a Venezia. Carne da macello. E loro, italiani o olandesi o thailandesi che siano, lo percepiscono. Molto diversamente che a Parigi, Londra, Amsterdam e un po’ persino Roma, voi trattate i turisti come la Manzotin in catena di inscatolamento. Ancora meglio, come un’arancia da spremere fino alla riduzione in poltiglia. Non lo dico perché lo leggo, ma perché l’ho provato in prima persona ogniqualvolta visito Venezia con qualche straniero: ho dimenticato le volte in cui ho mandato a fare in culo in triestino purissimo i camerieri che tentavano di trascinare dentro la trattoria la malcapitata amica turista. Ho assistito – in presenza vostra, proprio vostra – alle derisioni per la boiata finto-Murano che comuni amici negozianti erano riusciti ad appioppare al polacco, tedesco, giapponese di turno. Ho visto truffe sui motoscafi-taxi (abusivi, tra l’altro) e ho osservato più cessi inagibili che sulla strada Tashkent-Samarcanda.

Quindi, carissimi amici veneziani, quando un turista sia pur arrogante o ingenuo vi manda a cagare, provate a mettervi nei suoi panni. Io non lo giustifico ma lo capisco. E voi e io abbiamo fatto le stesse scuole: al perché lo faccia ci dovreste arrivare anche voi.

2 Comments

  • Maurizio
    02/09/2016

    Allora, vado in ordine sparso.
    Il turista è un coglione per natura.
    Non importa se il giorno prima ha ricevuto il premio dal Re di Svezia. Decide di fare il turista? Veste i panni del coglione. Il turista non è un viaggiatore.E’ uno che ha deciso di consumare un prodotto e per far ciò devasta il pianeta, più o meno consapevolmente e tanto meno è consapevole tanto più è coglione. Aerei, automobili, navi, torpedoni di consumatori partono da ogni dove per ogni dove e viceversa, in ogni momento, bruciano tonnellate di fossili per trasportare panze, culoni, macchine fotografiche, infradito, souvenir fatti da manine gialle. Solo un coglione può pensare di passare indenne per una città di 50.000 abitanti nella quale bivaccano annualmente 23 milioni di suoi simili (63000 di media al dì), per lo più morti di fame che sciamano la mattina dai terminal con pranzo al sacco, cagano, pisciano e la sera spariscono. Degli scarafaggi con ritmo nictemerale invertito . E’ giusto che tale consumatore volga al passivo e venga consumato.
    E’ la causa prima del degrado della città, che ci ha messo ovviamente del suo. Sono rimasti i peggiori: banchettari, gondolieri, taxisti, albergatori, finti vetrai, pizzettari, kebabbari. La gente normale è stata cacciata perchè non poteva permettersi l’abitazione e, quando proprietaria, è stata blandita dall’avidità, ha incassato e si è trasferita. Gli anziani non ne potevano più di fare chilometri per una rosetta, ingaggiando corpo a corpo per entrare in vaporetto. Se ne sono andati. La città che conoscevamo, normale, con il ciabattino, il macellaio, la merceria, non c’è più. E’ rimasto un parco a tema. Non ho pietà nè per il turista nè per il degrado morale di chi lo digerisce.

    • edoardo burlini
      03/09/2016

      Ok, Maurizio: Venezia è un parco a tema. Ma anche questo non è del tutto vero, perché abitanti “normali” ce ne sono ancora (tua madre, per esempio). Quindi c’è stata una lotta interna alla città, da cui è risultata vincente la parte commerciale. Gli amministratori non sono stati in grado di risolvere niente: tutto quello che hanno fatto è di lasciar alzare i prezzi anziché regolare l’afflusso con altri mezzi, secondo un ragionamento sbagliato sul lato della domanda, che è troppo poco elastica per ridursi a sufficienza.
      C’è quindi una consapevole scelta strategica che sacrifica la tutela dei residenti non commercianti e dei viaggiatori/visitatori non turisti. Si assiste così a un far-west di cialtroni da un lato e imbroglioni dall’altro. Non è un bel vedere.
      Quel che dicevo è che altrove, in situazioni logistiche senz’altro diverse, l’accoglienza turistica previene maggiormente lo stress da una parte e limita lo sciacallaggio dall’altra. In altre parole, non si può trattare Venezia come Parigi, Londra etc., date le sue specificità: è criminale e ipocrita. Al solito, la soluzione all’italiana è fingere di non vedere e lasciar correre finché non scoppia il caso, che poi tanto arriva settembre e ne riparliamo l’anno prossimo.
      In altri Paesi, gli stranieri colpevoli di reati amministrativi devono pagare cash sul posto, altrimenti gli viene sequestrato il bagaglio. Forse così piscerebbero meno nei canali.

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