Fu così quasi per disperazione che una bella mattina di ottobre, sotto un pallido sole siberiano, scesi gli sgangherati scalini di pietra dell’edificio che mi ospitava, munito di un lasciapassare gentilmente fornitomi dalle controparti russe del progetto. Ero scortato dalla mia recalcitrante interprete; piano di volo: la biblioteca di uno degli istituti di Fisica. In quel regno dimenticato di...








