Sapore di Marsiglia

Sapore di Marsiglia

Quarant’anni fa feci una gita di qualche giorno a Marsiglia. Era la base di un viaggio-studio in Provenza per studenti di Lettere o Archeologia, cui mi aggregai come imboscato. Mi inviai una cartolina, ma in quegli anni mi inviavo spesso cartoline, così il valore del simulacro perse presto la sua valenza rappresentativa (perché me l’ero mandata? boh).

Sono appena tornato a Marsiglia, o forse dovrei dire da. Bene, cari ragazzi, messa giù semplice, Marsiglia è la città più bella del mondo. Meglio di Istanbul, meglio di Napoli, molto meglio di Barcellona. A Marsiglia c’è UNA cosa che forse – non lo so – c’è anche a Rio de Janeiro e che fa sì che sia sempre voluto andare a Rio, anche se non l’ho ancora fatto: aria. Marsiglia è ARIOSA. Ariosa e varia.

Ora dovrei spiegarmi, ma non so se sono capace. Anzi senz’altro no, ma ci provo. Se ti metti sulle terrazze di Notre-Dame de la Garde capisci meglio cosa intendo, perché la vedi a 360°. Vedi l’immensa varietà di paesaggio, dalle colline brulle che la separano dal resto della Provenza agli avvallamenti del velodromo Orange, dalla baia da cui sorgono Les Iles e il castello d’If alle isolette di fronte a Les Goudes, giù fino alla Riserva naturale dell’arcipelago de Riou. Avete capito? No, immagino. Infatti è impossibile: bisogna vederla di persona. Marsiglia parla di acqua blu, di pesci, di gabbiani, di vento e di sole. Ma a cercare parla anche di stradine in salita del Panier, dove sembra di essere a Montmartre ma meglio. E se non sei mai stato al Bar des 13 Coins, de che stamo a parlà?

Fatti un favore: invece di andare in giro per l’Europa senza una meta e un’idea, comprati un biglietto per Marsiglia, e poi ne riparliamo. E non girare a cazzo: trenino n°1, e saranno gli 8 euro meglio spesi della tua vita.

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