Posts tagged "songs"
Il Bowie che non t'aspetti

Il Bowie che non t’aspetti

I documentari sui cantanti più celebri e celebrati di solito sono impostati su tre step: 1) il Nostro, forte di una volontà incrollabile e della grande fiducia sulla validità del proprio messaggio artistico, combatte contro il Nemico per vedere riconosciuto il proprio universale valore; 2) ci riesce; 3) divenuto icona mondiale, a) sparisce, b) muore,...
Un’altra storia di canzoni

Un’altra storia di canzoni

Doveva essere il 1984 o ‘85 quando comprai un grosso Grundig Satellit con le casse staccabili, roba da 7-8 kg. Mi serviva per registrare dalla radio, mentre difendevo i sacri confini patrii. In uno, due anni registrai un sacco di roba, spesso con le voci dei disk jockey che interrompevano il brano e altrettanto spesso...
Layla

Layla

Dove trovo la musica? Non ascolto la radio, quindi spesso nei film. Stavo guardando Ray Donovan (st. IV ep. 10), con il sorprendente Liev Schreiber (regista di Ogni cosa è illuminata, dal romanzo di Jonathan Safran Foer), quando la moglie se ne esce con “dopo aver fatto l’amore c’era Layla per radio, ed Eric Clapton...
Closing Time

Closing Time

In questo 2016 di partenze importanti, trovo quasi giusto anche se profondamente sbagliato che ci abbia salutato anche Leonard Cohen. Dicono fosse quello di Suzanne e Halleluja. Può darsi. Effettivamente avevo comprato la prima in Songs of Leonard Cohen, ma mi appallava alquanto (meglio, molto meglio So Long, Marianne). Avevo 16 anni, e il disconegoziante...
Affreschi della Santa Trinità

Affreschi della Santa Trinità

Togliamoci un pensiero: io di musica non capisco un cazzo. La mia potenziale carriera di chitarra solista si è interrotta dopo 6 mesi di allenamento, quando l’ictus si è impadronito del mio dito indice sinistro (e ancora non è d’accordo al 100% sul restituirmelo). Però sono capace di due cose: emozionarmi e analizzare quello che...
Horst Wessel

Horst Wessel

Devo confessare che la mia fede nazista si è un po’ affievolita, negli ultimi  tempi. Niente di grave: sono certo che il nostro Reichssicherheitshauptamt, Heinrich Himmler, perdonerebbe la lieve flessione di entusiastica adesione, attribuendola all’altalenanza della mia emotività adolescenziale. Sono qui per un altro motivo, e cioè sottolineare che ciò che è bello è bello....
Sugar Man

Sugar Man

Ieri hanno trasmesso questo film-documentario, Sugar Man. Non mancava un solo riferimento epico. Lui, che viene scoperto giovane dai due produttori in un nebbioso – per la nebbia del fiume e il fumo – baretto di Detroit mentre suona dando le spalle al pubblico (1969). I due illuminati produttori che gli fanno fare due album...
Brus Springstin

Brus Springstin

Nel 1975 un mio compagno di classe mi invitò, come accadeva spesso, a casa sua per ascoltare dischi. Aveva un impianto stereo ragguardevole, una significativa collezione di novità discografiche, completa libertà di movimento e casino da parte dei genitori succubi. Quel giorno toccò a un disco nuovissimo, Born To Run, di un cantante rock never...
Un saluto a Lou Reed

Un saluto a Lou Reed

Leggo che è morto Lou Reed. Beh, per me è molto più grave che se fosse morto – che so – Alvaro Vitali o persino Gianni Morandi. Nei miei 15/20 anni, Lou Reed era quell’americano di Nu Yok, figlio se non sbaglio di un avvocato (come John Mc Enroe) che era sempre sul punto di...
San Simon Grando

San Simon Grando

Questo è un post esoterico, per iniziati. So quali rischi corro, dopo Troni e Dominazioni. Edoardo l’è sciupà. Invece no. Lo dedico a un vecchio compagno di trincea, l’unico che capirà subito. P.P.L.  
Auf Dich Nur Wart' Ich Immer Zu

Auf Dich Nur Wart’ Ich Immer Zu

Ho sempre pensato che per essere veramente cool bisogna usare qualcosa che abbia un bel nome tedesco. Le citazioni in francese sanno troppo di frociaggine, quelle in inglese sono ormai talmente cheap da non poter essere proprio considerate (anche Wilde, seppur irlandese, ha fatto il suo tempo; resiste Beckett – to’, irlandese anche lui –...
Il Duca di Burlington

Il Duca di Burlington

Nel 1969 e negli anni seguenti, sulle piste da sci si sentiva spesso Flash. Una roba talmente trascinante che anche chi aveva i legni ai piedi per la prima volta si sentiva Gustavo Thoeni. Flash era suonata da un gruppo, i Duke of Burlington. Per quanto ne sapevo io, non avevano fatto nient’altro in vita...
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