Posts tagged "arte"
Nobelastri

Nobelastri

Io sono vecchio dentro. Oppure nostalgico-revanscista. Mi oppongo al nuovo che avanza. Non capisco ping pong, tae kwon do, beach volley e mountain bike alle Olimpiadi. Anni fa mi spuntò un punto interrogativo altro due metri sulla testa, all’annuncio del Nobel per la letteratura a Dario Fo. Non è svanito neanche ieri, quando Fo è...
Affreschi della Santa Trinità

Affreschi della Santa Trinità

Togliamoci un pensiero: io di musica non capisco un cazzo. La mia potenziale carriera di chitarra solista si è interrotta dopo 6 mesi di allenamento, quando l’ictus si è impadronito del mio dito indice sinistro (e ancora non è d’accordo al 100% sul restituirmelo). Però sono capace di due cose: emozionarmi e analizzare quello che...
A Nerd's Story

A Nerd’s Story

Faccia da nerd, occhiali da nerd, orecchie da nerd. Forse che è nerd? Non importa. Da almeno cinque secoli, giorno più giorno meno, l’Italia non aveva un giocatore così. Dai tempi di Giulio Cesare Polerio detto “l’Abruzzese” e di Gioacchino Greco detto “il Calabrese”. A chiamarlo italiano si fa fatica: è nato a Miami (Florida),...
Sugar Man

Sugar Man

Ieri hanno trasmesso questo film-documentario, Sugar Man. Non mancava un solo riferimento epico. Lui, che viene scoperto giovane dai due produttori in un nebbioso – per la nebbia del fiume e il fumo – baretto di Detroit mentre suona dando le spalle al pubblico (1969). I due illuminati produttori che gli fanno fare due album...
Botvinnik disse

Botvinnik disse

Giocando spesso a scacchi, mi capita di leggere massime, aforismi, detti sui medesimi. Ora, dal cinema alla letteratura è provato scientificamente che registi e scrittori che non abbiano giocato con una certa frequenza almeno da bambini non capiscono assolutamente un cazzo, mettono in scena posizioni assurde o impossibili, pronunciano Verità prive di senso. Pertanto, quando...
Magnus Carlsen

Magnus Carlsen

A qualcuno non piace lo stile di Magnus Carlsen, perché non è aggressivo come Kasparov. Qualcun altro, non si sa bene su che base, lo definisce invece il Mozart degli scacchi, forse perché come il musicista ha mostrato un talento precocissimo. Sto seguendo con una certa assiduità il mondiale e posso dire che – almeno...
Self Celebration

Self Celebration

OK, ragazzi, ecco un post narcisista. Mille anni fa un amico di famiglia, pittore piuttosto famoso, si offrì di farmi un ritratto. Io la presi alla leggera e non se ne fece niente. ‘Sta storia però mi era rimasta un po’ sul gozzo, vuoi perché tutti i notabili devono avere un ritratto, vuoi perché la...
Un saluto a Lou Reed

Un saluto a Lou Reed

Leggo che è morto Lou Reed. Beh, per me è molto più grave che se fosse morto – che so – Alvaro Vitali o persino Gianni Morandi. Nei miei 15/20 anni, Lou Reed era quell’americano di Nu Yok, figlio se non sbaglio di un avvocato (come John Mc Enroe) che era sempre sul punto di...
Ode a la Paix

Ode a la Paix

Tornato a Trieste da Venezia, nella nuova-vecchia casa ho fatto l’inventario di tutta la roba lasciata da mio padre. Ho sfogliato molti libri, riviste, pubblicazioni d’arte. Ho anche ascoltato tutti i dischi, 33, 45 e 78 (c’erano anche quelli). Ascoltare a 15 anni i dischi di un ultra 50enne può essere lungo e imbarazzante: c’erano...
L'indivina commedia

L’indivina commedia

Benigni ha rotto i coglioni. Leggo che la “sua” Divina Commedia è un fallimento mediatico, su Rai 2. Me ne compiaccio. Una cosa è l’energia che il toscano (Benigni, non Alighieri) può trasmettere dal vivo, un’altra quella attraverso un vetro. Benigni è un folletto saltellante e isterico da 30 anni. Fa quello e sa fare...
Riflessioni di un guitto

Riflessioni di un guitto

Ho cominciato a fare teatro essenzialmente per due motivi. Da un lato per solleticare un solido impianto narcisistico, dall’altro per abbattere quello stesso impianto: se vuoi smettere di mangiare dolci nulla è più indicato che provarci nel negozio di caramelle. Mi sono iscritto – a ottobre 2012 – con un piano (io ho sempre un...
San Cassian e i Veri

San Cassian e i Veri

Ogni città, per chi ci vive, ha dei confini invisibili che separano significati. Basta un albero, un cancello o un colpo d’occhio e si passa da una zona a un’altra, diversa. Tutti noi abbiamo una mappa interiore, personale, che suddivide le nostre città in aree il cui sapore è determinato dal sommarsi degli strati d’esperienza...
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