deepmind stockfish terminator 290x173 E finita! (quasi)C’è una novità importante, direi storica. Una nuova categoria di motori scacchistici, rappresentata da AlphaZero, ideato da Google e DeepMind. Diversamente dai motori attuali, basati sulla potenza di calcolo (70 milioni di posizioni al secondo), ha un sistema di ricerca diverso, che gli permette di esaminarne solo 80.000 – le più “promettenti” – in base a una selezione effettuata secondo il principio delle reti neurali. Chi sa come funziona una rete neurale ha già capito che AZ (non il dentifricio, il motore) apprende dalla propria esperienza e questa è la vera novità. In 4 ore (ORE!), senza una base dati di aperture e finali, partendo da zero (cioè conoscendo solo le regole di gioco) e senza shortcut di alcun genere (come le posizioni tipiche e già esaminate), giocando contro sé stesso AZ ha fatto l’esperienza equivalente a quella umana di circa 1.000 anni di gioco.

I motori attuali NON fanno esperienza, cioè per loro ogni nuova partita è come fosse la prima e perciò non “crescono”: se lo compri oggi e lo usi per un anno, lui rimane sempre identico come appena uscito dalla scatola. Invece, attraverso l’apprendimento, AZ ha praticamente già “demolito” molte aperture, giudicate inferiori (tra cui, ahimè!, la mia amata difesa Caro-Kann). Il responso non è assoluto, ma altissimamente probabile. I grafici di frequenza delle aperture “perdenti” è sconsolante: a uscirne malissimo sono, oltre la Caro-Kann, la Francese (e vabbè), ma anche l’Indiana di Re e – incredibile dictu – la Siciliana e la Spagnola. Invece reggono bene l’Inglese (molto giocata, ultimamente, a livello alto), il Gambetto di Donna e la Reti.

Questo non potrà non avere pesantissime conseguenze sulla teoria delle aperture non appena i GM avranno messo le mani sulle analisi statistiche di AZ. L’idea di Fischer che “1. e4 è la migliore mossa” comincia a suonare come la sparata di un incompetente.

Ma le sorprese non finiscono qui. Forse l’aspetto più sconvolgente per il gioco sono alcune scelte che AZ compie in campo strategico e tattico e che contraddicono apertamente ogni senso comune: sbilanciamenti della posizione e pezzi lasciati tranquillamente in presa all’avversario. Messo contro il Campione del mondo degli attuali software scacchistici (Stockfish), su 100 partite AZ ne ha vinte 28, non ne ha persa nessuna e – udite udite! – col Bianco ne ha vinte 25 e pareggiate le altre 25! Il che fa anche presumere che il mai dimostrato teorema che il Bianco abbia un vantaggio potrebbe essere più vicino alla dimostrazione “statistica” (come accadde per il teorema dei 4 colori, una ventina d’anni fa).

L’ambiente scacchistico non sta parlando d’altro. I kibitzer dell’attuale torneo di Londra oggi hanno snobbato totalmente l’incontro tra Carlsen e Wesley So, riservando tutti i commenti alle news su AZ.

È davvero iniziata una nuova era, dopo la risoluzione definitiva del gioco della dama internazionale (il gioco è stato “risolto” un paio d’anni fa, con il responso definitivo di pareggio a gioco corretto) e l’imminente soluzione per il Go.

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