Kim Trump 290x145 Droni e cerbottaneSi fa un gran parlare di un’ipotetica guerra Corea del Nord – USA.

Mi sono informato un po’, soprattutto su siti inglesi specializzati in armamenti, spese militari etc.

È vero che la Corea del Nord ha un esercito spropositato rispetto alla popolazione: circa un milione di uomini su 25 milioni (dati 2015), quando per esempio in Italia abbiamo 325.000 effettivi su 67 milioni di abitanti, però come è noto i soldati devono muoversi, sparare, ripararsi. Il milione di coreani fronteggerebbe un numero teorico circa pari di americani (riserve dei due Paesi escluse), che però sono equipaggiati un po’ diversamente. Senza tirarla troppo in lungo con la suspense, il budget del Pentagono nel 2016 è stato di 622 miliardi di dollari, quello di Pyongyang di 1 miliardo. Gli USA spendono circa il 4% del bilancio per la difesa (è vero: costosissime “missioni di pace” comprese), il ciccione con pettinatura discutibile il 25%. Il che significa che se la Corea non vuole cominciare a mangiare sassi, non ha molte possibilità di accrescere le spese più di tanto ancora. Anche dimezzando le spese americane per tener conto delle missioni di pace, sembrerebbe che un soldato americano sia equipaggiato 300 volte meglio di un coreano. Ma non è neanche così: è peggio. La metà del budget coreano è destinata agli armamenti strategici (i missili) e le armi convenzionali coreane sono tutte importate, perlopiù dalla Cina, che va pagata in valuta. Perciò la spesa per l’armamento è molto costosa, con basso value for money, nonché sacrificata a vantaggio dei missiloni.

Se scendiamo nel dettaglio delle forze armate, scopriamo che il confronto – impari ma ancora possibile – per le forze di terra si trasforma in una farsa per l’aviazione e la marina. Se l’esercito coreano ha 5500 tank (e bisogna veder quali), gli USA ne hanno 8800. I blindati per il trasporto truppe sono 4100 contro 42000. Solo nei lanciamissili c’è un vantaggio numerico coreano: 2400 contro la metà USA.

In aria la cosa assume toni grotteschi: 460 aerei da combattimento (Mig 25 – progetto 1970 e Mig 29 – progetto 1983) contro 2400 (tra caccia, bombardieri e da attacco al suolo), 280 elicotteri contro 2600.

Per la marina, 0 (zero) portaerei e incrociatori da battaglia contro 11 e 64, 3 fregate contro 8, 6 sommergibili con armamenti nucleari contro 18. Per chi non lo sapesse, la Corea è circondata dal mare. A questi numeri vanno aggiunti altri 60 sottomarini per parte, con la differenza che quelli americani sono tutti nucleari, di tipo hunter-killer classe Virginia (progetto 2000) o Los Angeles (progetto 1976), mentre i coreani sono diesel-elettrici (quindi rumorosi) di tipo russo classe Romeo (progetto 1965), Sang-O (derivata dagli jugoslavi Heroi, roba anni ’70) o Yono (minisommergibili, progetto 1965).

Passando alla benzina, la Corea produce 100 barili di petrolio al dì (più o meno quanto serve ad alimentare gli accendini Zippo americani), gli USA circa 8,6 milioni. A chi finirà prima?

Infine, se è vero che l’esercito coreano è totalmente stanziato in loco e quello americano ovviamente no, c’è da chiedersi cosa succederebbe con un semplice blocco navale e aereo (per via di terra la Corea confina con la Cina): a chi e come sparerebbero i coreani? In altri termini, molto più che un’invasione agli USA converrebbe un assedio.

Prima di parlare di guerra, io darei un’occhiata a questi numeri.

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