1418896670104Tiepolo Mondo Nuovo Rezzonico 290x109 Il Mondo NuovoIl significato delle recenti elezioni americane va molto al di là della vittoria di un repubblicano atipico. È certamente un voto di protesta e di insoddisfazione, ma su cosa? La mia opinione personale è che si tratti di un primo segnale rispetto a una concezione della società sostanzialmente ipocrita, in cui il mito fordiano dell’American Way of Life mostra il proprio fallimento di fronte alle incertezze indotte da tre fenomeni di grande portata: l’immigrazione, la globalizzazione, la speculazione finanziaria.

Le critiche mosse a Trump (es: Carlo de Benedetti a “Otto e mezzo”, 9 nov.) di essere un buffone e un imbroglione, un arruffapopolo, possono anche essere fondate ma non spostano il significato del voto e – casomai – lo rafforzano. È un tipo di critica che chiamo “locale”, cioè miope, in quanto guarda all’orticello devastato dalla mandria e non si spinge a chiedersi come mai la mandria sia passata proprio di lì. Non si può continuare a inveire contro fenomeni solo apparentemente transitori, che “rovinano i piani” dei benpensanti, quando con tutta evidenza tali fenomeni non si spengono, ma anzi si incrementano in portata e peso. Da noi, che il M5S sia male organizzato e gestito può essere un fatto, ma la sua mancanza di una base ideologica, di un programma, di capacità gestionali (quindi, secondo le vecchie logiche, di tutto quanto ne potrebbe decretare il successo) alla prova dei fatti non ne scalfisce la popolarità. Così, invece di stupirsi che i babbuini stiano sugli alberi, mentre i libri prevedono che non lo potrebbero fare, sarebbe opportuno prenderne atto e casomai riscrivere quei libri.

In proposito mi è piaciuta di più l’analisi di Cacciari (PD), che parla di secessio plebis. “La sinistra è stata a rimorchio delle liberalizzazioni e dei poteri forti, ma l’immagine di una donna liberal di sinistra a Wall Street è una contraddizione in termini. E le élite liberal non hanno saputo comprendere i fenomeni che ci hanno condotto a tutto questo”. Sarebbe giusto – e forse lo fa – che tra dette élite ci si mettesse lui stesso, perché la Sinistra è sempre bravissima a spiegare di cos’era fatta la tempesta, mai di prevederla.

Gli elettori di Trump sono, come ha detto Mario Sechi a La7, ex funzionari di banca dell’American Dream che ora fanno i camerieri nei MacDonald e ormai hanno paura di tutto: il mondo gli è crollato addosso. Sono i contadini-allevatori della Wheat Belt che non capiscono cosa stia accadendo al loro Paese in termini di perdita di quote di mercato mondiale (perché loro, i contadini, il proprio lavoro l’hanno sempre fatto). Sono una parte dei giovani che vedono, anche in America come in Italia, sempre le stesse facce al telegiornale dire cosa bisogna fare senza mai spiegare il vero perché. Sono gli ex operai di Detroit, gli sfollati di New Orleans cui hanno rilevato le case a un decimo di quanto le avevano pagate, e tutti coloro che non riescono a identificare i Salvatori in una wasp bianca che da 30 anni non fa che viaggiare su aerei di Stato.

Da noi si dice che non c’è più una Destra e una Sinistra. Forse sopravvivono negli idealismi, ma certo non nel concreto delle decisioni politiche che vengono prese. Perché in America dovrebbe essere diverso?

Io mi spingo a dire che l’attuale modello mondiale di produzione e consumo è fallito. I nove decimi del globo lottano con problemi distributivi, e i Paesi che hanno uno stato sociale, coi problemi del suo funzionamento. Le riforme di Sistema che dobbiamo affrontare non riguardano solo l’aspetto istituzionale, ma anche quello filosofico e, come sottocategoria, quello della rappresentanza delle istanze (che ormai non sono desideri di miglioramento, bensì necessità di sopravvivenza). Sembra il tramonto di un mondo, con pochissimi privilegiati che cercano di mettere al sicuro i propri immensi profitti prima che cali la notte. Perché, se andiamo avanti così, state certi che la notte calerà.

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