dialogo 290x138 DialogoTerremoto, Radio Maria: “Colpa delle Unioni Civili”

L’emittente cattolica interpreta il sisma che ha scosso il centro Italia come un “castigo divino” per chi ha offeso la famiglia e il matrimonio

E: E’ la Natura che si ribella contro le unioni innaturali. E’ il giusnaturalismo che esprime il proprio dissenso contro il sovvertimento dell’ordine prestabilito. Le donne a casa, a fare la calzetta. PENITENZIAGITE, vili marrani!!! … e ricordate le parole del santo Agostino: “chi si giace con sua zia / non è figlio di Maria“. Per voi ci vogliono le CAVALLETTE, altro che due scossette!

F: Che poi io l’avevo pure immaginato: il decostruttivismo esistenzialista se da un lato può essere visto come aberrazione dell’io nella misura in cui si fa essenza in un contesto dove in molti reagiscono in maniera autoreferenziale, dall’ altro lato, un giudizio sociale porta alle estreme conseguenze dell’atomizzazione. Ora, posto che il simulacro di tutto ciò è in parte ascrivibile a fenomeni di natura ontologica, cosa rimane all’essere senziente se non ripiegare nel catastrofismo nichilista??????

E: Il tuo è un tipico ragionamento cripto-revanscista, che trae origine dalle istanze pseudoliberiste di una condizione psicosociale fondata sulla negazione del determinismo positivista, altresì viziato dall’interpretazione vetero-kantiana di dinamiche peraltro profondamente innestate nell’ “Essere in Sé”, secondo l’interpretazione comunemente accettata dalla dialettica di Wolfgang Ostenblatter-Bellismoranti, che non manca di definirne i contorni – come dicevi tu – prettamente nihilisti.

F: E c’è di più caro Edoardo, rimanendo ancorati a questa visione che si configura quindi come interpretabile e perciò non oggettiva, il rischio è quello di anteporre i fattori socio-culturali ai contenuti trascendenti. Non vi cogli tu in questo, IN NUCE, i fondamenti di un parossismo estrinseco che si atteggia quasi a rito propiziatorio di una alienazione che è già essa stessa metafora?

E: Mi hai anticipato. Infatti è solo nel confronto paradigmatico tra la res in se ipsa e il portato esperienziale che IN NUCE (beninteso) supera il simbiotismo astratto che si può definire – secondo i canoni apotropaici – il totem rappresentativo, significativa reminiscenza di istanze non tanto avvalorate dal soggettivismo idealistico quanto piuttosto inquadrabili in una “terzietà” oggettivizzabile. E se non mancano, paradigmaticamente, suggestioni che ripercorrono i sentieri delle ipotesi neutralistiche care all’Accademia del primo Calabi (quello precedente la più matura fase delle “Consistenze epidittiche lungo il solco della tradizione anabattista”), nondimeno vi si riconosce l’influenza del recentismo assiomatico più estremo, che nella formulazione tassonomica di Yusupov-Wei assurge a pandemia di pensiero rappresentativo della Tautologia Invalidante, così come definita dalla Seconda Scuola di Berlino.

 

(ringrazio l’ottimo Francesco Barone, dei Date At Midnight, per la sua parte nel duetto)

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